In aria che deve sollevarsi per superare una catena montuosa, ammettiamo una temperatura iniziale di 25°C ed una umidità tale da avere saturazione a 15°C. Salendo l'aria insatura si raffredda di 1°C ogni 100 m, quindi a 1.000 m di quota la sua temperatura sarà di

25°C - (1.000 m/100 m) * 1°C = 15°C

A questo punto l'aria è satura ed ogni ulteriore raffreddamento porta a condensazione per cui, come abbiamo già visto, il gradiente passa a 0,6°C/100 m. Se la montagna è alta 3.000 m, in cima la temperatura sarà di

15°C - (2.000 m/100 m) * 0,6°C = 3°C

L'aria che valica la cima è poco umida, infatti ha perso vapore con le precipitazioni avvenute sul lato sopravvento, e basta un minimo riscaldamento per farla diventare insatura, dopo di che il gradiente termico torna ad 1°C/100 m. Sul lato sottovento si ha così cielo sereno, ottima visibilità, mentre la temperatura alla quota di partenza aumenta notevolmente, infatti diventa

3°C + (3.000 m/100 m) * 1°C = 33°C

Quanto sopra è uno schema teorico semplicistico, nella realtà il fenomeno è molto complesso perché entrano in gioco compressione ed attrito della colonna d'aria discendente, nonché gli scambi di calore e umidità tra aria ed ambiente attraversato (da P. Gregori, 1987).