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Quota stazione 1.625; esposizione NE; radura in densa perticaia artificiale di abete rosso; fondo con cotico erboso di medio sviluppo su calcare; data rilievo 5 gennaio 1976; temperatura aria misurata a 1.30 m dalla superficie della neve alle ore 9.20 con stazione già soleggiata (rilevatore E. Gregori).

La figura permette alcune interessanti osservazioni:
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1.
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Già ai primi di gennaio il flusso geotermico ha portato a 0°C la neve al suolo e tale temperatura rimarrà eguale fino a fusione completa, a meno che lo spessore del manto non sia ridotto, per eventi vari, tanto da far arrivare sul fondo l'azione del freddo esterno.
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2.
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Nei 40 cm inferiori l'andamento del profilo non evidenzia differenze termiche significative (gradiente max 0,1°C/cm), sufficienti a generare convezione. In futuro questo strato sarà quindi sottoposto a metamorfosi da isotermia; per altro la presenza di cristalli tipo 4 (vedi colonna F) ci dice che in passato nello strato ha agito la metamorfosi da gradiente e, di conseguenza, la resistenza della base del manto resterà sempre piuttosto ridotta.
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3.
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Tra 40 e 60 cm di altezza il gradiente risulta ((-3) - (-7,50)) = 0,225°C/cm; valore già sufficiente ad innescare la convezione e nel prossimo futuro, ferme restando le temperature esterne, questo valore è destinato a crescere in quanto il riscaldamento dal basso porterà la temperatura di quota 40 a valori via via maggiori; la pratica conseguenza sarà l'accrescimento della brina di fondo con un'ulteriore riduzione della resistenza, per altro già molto debole.
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4.
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Tra 60 e 70 cm il gradiente è di ben 0,5°C/cm, quindi una convezione molto intensa che ha già portato alla formazione di cristalli tipo 4, nonché alla brina in superficie. La futura evoluzione dipenderà dalle variazioni termiche dell'atmosfera.
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5.
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Nei 5 cm superficiali il profilo inverte la direzione; ciò non ha particolare significato nivologico, ma ci dice che durante la notte la temperatura dell'aria è scesa fino a circa -13°C e ci ricorda che i primi 20 - 30 cm del manto sono sottoposti alle escursioni termiche che si verificano all'esterno, con tutto quello che ciò comporta sulla stabilità sia del momento, che di una eventuale copertura in seguito a nevicata.
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