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  NIVOLAND

Profilo Malga Campo

 


Quota stazione 2.140 m; data rilievo 24 gennaio 1977, circa 12 ore dopo la fine di una nevicata di circa 90 cm; esposizione E; prateria alpina con cotico erboso rasato da pascolo intenso; temperatura aria a 1.30 m misurata alle 10.45 con stazione già soleggiata (rilevatrice G. Toccoli Gregori).

Profilo Monte Viotte

Vediamo di interpretare questo profilo stratigrafico, sia per ricostruire la "storia" del manto, sia per prevederne la possibile evoluzione per quanto a pericolo valanghe:

1.

Strato 0 - 20 cm: nevicata iniziale sottoposta a sola metamorfosi da isotermia (vedi cristalli 3) che ha portato ad un normale assestamento con aumento della coesione (quindi della resistenza) dall'alto in basso, con la formazione di uno strato di massima stabilità; dato il flusso geotermico in atto, impossibile la creazione di gradienti che possano diminuire la coesione interna, che anzi tenderà a crescere finchè non interverrà la fusione.

2.

Strato 20 - 63 cm: secondo deposito di neve (da unica nevicata o da vento) sottoposto in passato a metamorfosi da gradiente (cristalli 4 - 5), da cui la debole resistenza; l'attuale isotermia può favorire un qualche aumento della coesione, ma la brina di fondo già presente manterrà sempre debole lo strato, con conseguente instabilità per tutto il manto sovrastante che si trova senza appoggio adeguato.

3.

Strato 63 - 153: ultima nevicata in circa 36 ore. Dalla distribuzione delle temperatura si nota la sostanziale isotermia della precipitazione; dalle variazioni di coesione e dei tipi cristallografici si deduce che all'inizio la nevicata è avvenuta con vento forte umido (cosa che ha favorito sia la rottura dei cristalli, con aumento della densità, sia la sinterizzazione, da cui un rapido aumento della coesione), poi il vento si è calmato e le trasformazioni di forma dei cristalli sono avvenute solo per sovraccarico e normale metamorfosi da isotermia (in superficie sono presenti cristalli di tipo 1 e 2).

4.

Dal lato valanghe, la situazione "attuale" si può considerare in via di stabilizzazione per quanto a distacco spontaneo, infatti i pendii più ripidi si sono già scaricati (vedi foto), mentre rimane molto grave il pericolo di distacco provocato da sollecitazioni esterne (passaggio di sciatori, nuovo deposito di neve, ecc.), in particolare sui versanti sottovento per la presenza di accumuli di neve soffiata che hanno creato lastroni deboli come quello dello strato 63 - 92.

5.

Circa la futura evoluzione dello strato 63 - 153, data la marcata isotermia è da prevedere un regolare aumento della coesione, salvo per i 20 - 30 cm superficiali dove la situazione dipenderà dalle variazioni termiche dell'aria. Nell'insieme il manto resterà comunque sempre potenzialmente instabile data inclusione dello strato tra 20 e 63 cm che rimarrà debole fino alla fine.

 

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