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Trasmissione del Calore: problema 1 |
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Q = 0,025 Kcal/(m*h*°C) *1 mq*1 h*150°C/m = 3,75 Kcal Dato il calore specifico, con questa perdita di calore in un'ora i 10 kg si sono teoricamente raffreddati di: 3,75Kcal /(10kg * 0,27Kcal/kg*°C) = 1,39°C circa
per cui la temperatura teorica a 10 cm di profondità dovrebbe essere di ((-5) + (-1,39)) = -6,39°C; in realtà il raffreddamento è minore perché, nel momento in cui tra i 10 e gli 11 cm cessa lo stato di isotermia, lo strato sottostante inizia a trasmettere calore in modo via via più intenso man mano che il gradiente aumenta.
37,50/(1 * 0,27) = 138,89°C in un'ora il che evidentemente non quadra, perché la temperatura non può andare sotto i -20°C dell'aria. Proviamo allora a vedere cosa succede se consideriamo il raffreddamento per ogni minuto invece che per ora; sapendo che 1h = 60min, il dato cercato è: Q/ min = 37,50/60 = 0,625
con un conseguente raffreddamento di 0,625/(1 * 0,27) = 2,31°C/min, da cui ricaviamo che in circa 7min (15/2,31 = 6,49) il centimetro superficiale si è teoricamente raffreddato a -20°C. In realtà le cose cambiano perché, come detto, interagisce in calore "pompato" (visto il gradiente) dagli strati sottostanti, ma quello che importa è notare la velocità della sequenza: rapido raffreddamento che richiama calore da sotto, assieme al calore arriva anche l'aria con il suo contenuto di vapore acqueo, contenuto che è correlato alla temperatura, il vapore sotto una certa temperatura deve sublimare, tanto più alto e duraturo è il gradiente tanto più veloce e maggiore sarà lo sviluppo dei cristalli di brina sulla neve.
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